19.11.08

L’università mi fa male…e tanto!

Valentina: ‘cia’

Davide: ‘hey’
Davide: ‘buonasera’

Valentina: ‘:)’

Davide: ‘che è quel sorriso? :)’

Valentina: ‘kmq mo non posso manco sorridere +??’
Valentina: ‘era x dire ke sono felice di sentirti…’

Davide: ‘thanks’

Valentina: ’se no mo me ne vado, eh?!’

Davide: ‘perchè non puoi sorride?’
Davide: ‘ah era retorico’
Davide: ‘pardon’
Davide: ‘^ ^’

Valentina: ‘no veramente era “se sorrido e mi chiedi xkè…”… ‘

Davide: ‘ok, perchè sorridi?’
Davide: ‘:D:D:D’
Davide: ‘era retorico,stasera non va!’

Valentina: ‘e mo piangio!”

Davide: ‘ehm’
Davide: ‘perchè mo piangi?’

Valentina: ‘xkè non mi capisci!!

Davide: ’spe facciamo una cosa vale, ora chiudiamo la finestra e riniziamo ci stai?

Valentina: ‘ok’

Davide: ‘dai su’

———Chiudo la finestra—–

Valentina: ‘cia’
Valentina: ‘:)’

Davide: ‘hey ciao, che piacere vederti, sono felice di sentirti quindi ora sorriderò…. :)’

12.11.08

Gioele Dix Automobilista ROTATORIE - Zelig 2008 - 10/11/2008

07.11.08

Sabina Guzzanti “Silvio Berlusconi”

03.11.08

“Ogni tanto capita”

Per la prima volta dopo tante sventure con gli autobus finalmente un colpo di fortuna, ma andiamo con ordine.

Era un sabato di qualche settimana fa,e dovendo tornare in svizzera (Chieti),mia zia mi ha dato un passaggio alla stazione della metro di Marconi,e da li come avevo già fatto altre volte, avrei preso la metro in direzione Tiburtina (11 fermate) contento del fatto, che attendermi fino alle 14:30 ci sarebbe stato il prontobus (e non altre compagnie che ormai voi conoscete).
Alle 13:45 imbocco la barriera e un attimo dopo sono in attesa sulla banchina del treno,attesa che è durata solo 5 minuti,infatti alle 13:50 vedo arrivare dalla galleria il primo treno fin quando non mi passa davanti e questo è quello che mi si è presentato davanti:

primo vagone: pieno di gente
secondo vagone: stracolmo di gente
terzo vagone: gente con la guangia contro i finestrini
quarto vagone: gente sopra il tetto del vagone

La cosa che mi aveva colpito non era stata la calca umana dentro i vagoni perchè con la metro a Roma capita spesso ma la multitudine di gente che avevano la scritta “Partito Democratico” sul cappellini,magliette,striscioni…tempo 2 secondi e mi viene in mente che era la giornata di manifestazione organizzata da Veltroni!

“Ok, niente panico il prossimo non sarà così pieno..”

Altri 5 minuti e ne passa un altro pieno uguale e con persone che hanno maglie,cappellini,striscioni con su scritto “Partito Democratico”.

“ok,sono sono le 14:00 correndo e con un pò di fortuna posso partire alle 14:30 con il prontobus senza dovere aspettare due ore per partire (con Di Febo poi ;) )”

Altri 5 minuti stessa scena.

“ok, autobus perso da oggi Veltroni ha un nemico in più”.

Alla quinta metro persa, sono passato al contrattacco,ovvero ho preso la metro in senso opposto (deserta) e sono arrivato fino al capolinea, altre 5 stazioni in più, e finalmente alle 14:20 riesco a salire sul treno e mi attraverso praticamente quasi tutta la linea B e alle 14:50 scendo a Tiburtina rassegnato a partire con Di Febo e alle 15:00 arrivo davanti alla biglietteria C, che è quella per l’Abruzzo e per sbaglio dò un’occhiata verso la corsia da dove sarebbero dovuti partire quelli del prontobus e vedo un autobus fermo, il chè mi sembrava un pò strano così allungo oltre la biglietteria e vedo che sulla fiancata dell’autobus c’è una ‘A’ gialla, seguita da una ‘bruzzo Touring’ e dalla scritta “Prontobus”.
Nonostante il trolley pieno, la borsa EastPak con i libri e il portatile mi sono fiondato sull’autobus e mi vedo l’autista che stava già chiudendo il portellone:

D - “Scusi ma questo è il prontobus?”
A - “Si abbiamo fatto tardi per colpa della manifestazione”
D - “Si anche io,c’è un posto?”
A - “Si”
D - “…”

Metteteci un secondo di silenzio,poi l’autista mi guarda e fa:

A - “Che culo che hai”
D - “Eh già,ogni tanto capita!”

Morale: Prima di decidere di partire controllate che non ci siano scioperi/manifestazioni in città

22.10.08

Attenti a quei 2..

Era una tranquilla mattinata qui a Roma Tre, talmente tranquilla che io e Andrea siamo arrivati in ritardo e abbiamo deciso di prenderci un caffè al bar della facoltà (quasi deserto) e di seguire la lezione dell’ora dopo.
Butto zaino,giubbino e borsa con il portatile su un ripiano all’ingresso,andrea la sua borsa e ci prendiamo il tanto sospirato e atteso primo caffè della giornata.
A cazzeggio finito, riprendiamo tutta (nel senso più generale della parola) la roba dal ripiano e andiamo al laboratorio, così mentre mi siedo andrea appoggia una borsa nera eastpak davanti a me la scena è stata più o meno questa:

A: “Tieni” (passandomi la borsa)
I: “No non è mia.. ”
A: “Che vuol dire non è tua!?!?”
I : “Che non è mia!!”
A: “Io l’ho presa perchè pensavo tua, era per farti un favore”

Metteteci 10 secondi di silenzio in cui siamo rimasti praticamente immobili a fissarci mentre realizzavamo che Andrea aveva preso dal bar una borsa di uno sconosciuto.

A: “porca…”

E via di corsa verso il bar nella speranza che il proprietario non fosse stato un palestrato di 2 metri suscettibile(non so il perchè ma l’idea che la borsa potesse essere di una ragazza non mi è venuta lì per lì).Da sottolineare che nel tragitto sono stato rigorosamente lontano di 2 metri da Andrea pronto a scappare nella peggiore delle ipotesi di un inseguimento.
(Andrè lo sai che scherzo vero??? non lo potrei mai fare = ) ).

Per fortuna il proprietario, che non era un palestrato di due metri, ma comunque ben piazzato, l’ha presa con filosofia e ha solo sorriso.

Morale della favola: Quando andate via del bar controllate sempre che avete preso solo la vostra roba = )

08.10.08

Se per caso..

Se…

..Per caso vi trovate a dover sistemare un packard bell che non vede la vostra rete wirless

..Avete speso una mattina intera per trovare i driver vecchi e nuovi su un sito che è fatto per complicare la vita a chi cerca i driver,

..Successivamente avete provato con tutti i programmi che analizzano lo stato del piccì/rete/chiPiùNeHaNeMetta

..Avete provato ogni idea che vi passava per la testa (compreso il live cd di ubuntu)

..Pensate che l’ultima soluzione è quella FINALE (format C:) e siete pronti già con il cd di Xp in mano

..Arriva vostro zio arriva in 5 minuti e risolve il problema facendovi fare la figura dell’idiota dopo una mattina di !?#@

…allora controllate prima che l’antenna del portatile sia accesa..

03.10.08

-1 (chimica)

Finalmente dopo 4 esami,5 quaderni di esercizi e una estate di clausura a studiare una buona notizia:

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01.10.08

Di Febo e il trolley perduto

Ed eccomi qui, e come potevo inaugurare un nuovo anno accademico senza una nuova storia! = )
Dopo le 3 storie (1, 2, 3) ecco fresca fresca la quarta, indovinate con quale compagnia ho viaggiato ieri? Non vi rispondo che tanto la domanda è retorica!
Voi starete pensando “che ci vuole a prendere un auto!”, ma non sapete quanto vi sbagliate!

Comunque sono le 14:35 e come al solito quando parto durante la settimana sto al piazzale di Chieti Scalo, questa volta addirittura con 10 minuti di anticipo dato che il pullman è previsto per le 14:45. Per perdere un pò di tempo io e mio padre ci prendiamo un caffè al bar di fronte la stazione e poi ci mettiamo in macchina ad aspettare che arrivi l’auto, così metto il trolley dietro, la mia sacchetta sul sedile posteriore (dentro per inciso ci sono chiavi di casa,portafoglio con biglietto, occhiali e lettore) e mi metto il portali davanti e aspettiamo.
Dopo un attesa di 20 minuti (si è arrivato alle 15:00) mi aspettavo di vedere un pullman ad un piano solo semideserto e invece mi vedo arrivare un auto a due piani già pieno a 3/4 e girandomi vedo che si era formata la folla per salire. Così prendo al volo il mio giubbino jeans, il trolley e in extremis il portatile che stavo per dimenticare mi avvicino all’autista e gli lascio il bagaglio da mettere sotto portandomi dietro solo il portatile e il giubbino come faccio sempre.
Ritrovo il mio posto che è al piano di sopra mi metto seduto e sistemo le mie cose, e intanto l’auto si mette in movimento. Rapido controllo e “D’HO!!” , manca all’appello l’unica cosa che non dovevo dimenticare dato che senza biglietto e soldi non si va da nessuna parte, cosi mi scaravento giù per le scale e fermo l’autista chiedendogli di farmi scendere due minuti il tempo di richiamare mio padre per farlo tornare indietro con la sacca, ma con i 20 minuti di ritardo che avevano poco ci mancava che mi scoppiassero a ridere,indi per cui sono stato costretto a scendere (l’autista mi aveva detto che se c’era un posto sul pullman delle 16:30 libero non avrei dovuto rifare il biglietto).

Cosi si chiudono le porte e ripartono ma dopo 30 secondi mi prende il secondo colpo della giornata: avevo dimenticato di farmi ridare il trolley!
Dopo avere imprecato e sbattuto la testa al palo (sta diventando un abitudine) mi calmo e faccio il punto della situazione:

-Mi trovavo da solo alla stazione di Chieti scalo senza soldi solo con il cellulare
-Il mio trolley era in viaggio per Roma senza di me
-Avevo lasciato la sacca in macchina con biglietto e il resto ma mio padre non lo sapeva ancora

e qui ci vuole un altro bel “D’HO!!” grande quanto una casa!!

Così la prima cosa che faccio è fare il numero di mio padre al volo ma ovviamente mi risponde solo alla sesta chiamata, e gli dico di tornare subito alla stazione perchè avevamo un piiiiiiiccolo problema. Come torna lo aggiorno della situazione e decidiamo di provare a raggiungere l’auto e quindi mi ritrovo senza saperlo sul circuito di Indianapolis con sorpassi da film alla Fast and the Furious ma nonostante la guida “sportiva” i 10 minuti di vantaggio su di noi si sono fatti sentire e quindi abbiamo arrivati al casello abbiamo fatto dietro-front.

Rapido ritorno alla stazione (stavolta c’abbiamo messo moooolto di più per tornare alla stazione = ) ) e si passa al piano B: si chiama l’autista!”

All’edicola provano prima il numero dell’arpa dove non risponde nessuno (ma ti pare!) e dopo 3 chiamate passiamo a Di Febo, la prima chiamata a vuoto ma la seconda risponde qualcuno e dopo tutto un giro di spiegazioni l’edicola-biglietteria riesce a farsi dare il numero e addirittura il nome dell’autista!
Intanto era arrivata la stradale di Chieti, che ci danno una mano e chiamano loro l’autista…ora mettetivi nei panni dell’autista che al pronto si è sentito rispondere “salve qui è la polizia stradale di chieti” :D
Il problema trolley è stato risolto lasciando il bagaglio alla biglietteria e per fortuna l’autista della corsa dopo non ha fatto storie per il biglietto (nonostante anche quel pullman a due piani era praticamente pieno e in ritardo).

Se il buongiorno si vede dal mattino devo dire che come inizio di quest’anno accademico non c’è male -.-”

29.09.08

Le fate sono donne

Una fata propone ad una coppia di sposi:
‘Poiché siete una coppia inossidabile da 25 anni, vi accordo un desiderio ciascuno.’
La donna risponde allora: ‘Vorrei fare il giro del mondo con il mio marito adorato.’
La fata agita la bacchetta magica e,abracadabra, appaiono dei biglietti aerei nella mano della donna.
Ora tocca al marito: ‘Beh…certo è molto romantico, ma un’opportunità come questa capita solo una volta nella vita, quindi cara mi dispiace ma vorrei avere una donna di 30 anni più giovane di me’.
La donna è terribilmente delusa, ma un desiderio è un desiderio.La fata fa un cerchio con la bacchetta magica….Abracadabra!All’improvviso il marito ha 90 anni!!
Gli uomini forse sono degli stronzi, ma le fate sono Donne!!!

20.09.08

SNAFU

SNAFU è un’espressione gergale per indicare che qualcosa è andato male, come al solito. È l’acronimo della frase in lingua inglese Situation Normal, All Fucked Up! La frase si può tradurre sommariamente in italiano con “Situazione normale, tutto a puttane”.

E quando mi chiederanno  “come è andato l’esame?”, risponderò con un bel “SNAFU!” :D


ps rivolto a uno dei miei 4 gatti che seguono il blog che cambia nome ogni volta :D :

Il termine risulta comunque già diffuso durante il conflitto: durante l’Offensiva delle Ardenne, la conseguente ritirata alleata e l’assedio da parte dei tedeschi a Bastogne, alcuni soldati della 101a Divisione Aviotrasportata appartenenti ad unità gravemente compromesse vennero riuniti in una nuova unità ai comandi del generale McAuliffe. La nuova unità venne nominata Task Force SNAFU.


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